Cinema

Malta

“Luzzu”: il cinema del reale di Alex Camilleri

21 giugno 2022

Il film denuncia la drammatica situazione dei pescatori maltesi raccontando una storia sulla dignità di chi lotta per la sopravvivenza contro i grandi interessi economici. Dopo aver ottenuto importanti riconoscimenti internazionali, come il premio speciale della giuria al Sundance Film Festival di Toronto e all’Independent Film Festival di Boston, la pellicola è stata appena presentata al Festival dei cittadini del Mediterraneo di Catania.

Un fotogramma del film che ritrae il protagonista, Jesmark Scicluna, attore non professionista alla sua prima esperienza di recitazione, a bordo del suo luzzu.

Jesmark (Jesmark Scicluna), un giovane pescatore di Marsaxlokk, scopre l’ennesima falla nella chiglia del suo “Ta’ Palma”, un tradizionale luzzu1 di legno costruito dal bisnonno e usato, prima di lui, dal nonno e dal padre. Intanto, al figlio appena nato viene diagnosticato un disturbo della crescita che richiede cure lunghe e costose.

 

Con la barca fuori uso e il mare depredato dai grandi pescherecci, Jesmark fatica a piazzare la sua merce presso battitori d’asta agguerriti e sprezzanti nei confronti dei piccoli venditori indipendenti. La sopravvivenza della sua famiglia è in pericolo e anche il rapporto con la moglie Denise (Michela Farrugia) comincia a vacillare, appesantito dalle continue interferenze della suocera che non condivide le sue scelte di vita. In un susseguirsi di sfortunati eventi, il protagonista si troverà coinvolto in una battuta di pesca illegale per il mercato nero che viola il fermo stagionale a protezione di alcune specie ittiche.

 

La vicenda personale di un uomo sempre più solo e angosciato da insormontabili difficoltà economiche si intreccia con temi più universali: l’amore, l’amicizia, la dignità, il divario sociale, la corruzione e il collasso di antiche tradizioni locali che rischiano di scomparire schiacciate dagli interessi internazionali.

 

Il suo luzzu pericolante diventa, quindi, il simbolo di una condizione socioeconomica estremamente precaria, minacciata dalle politiche dell’Unione europea che impongono nuove regole destinate a mutarne i delicati equilibri.

Il regista Alex Camilleri.

 Cambiamenti climatici

 

Le misure adottate da Bruxelles, infatti, favoriscono le grandi navi provenienti dall’Atlantico, dal Giappone e dall’Australia e i piccoli pescatori locali sono costretti a fare i conti con logiche commerciali spietate che rischiano di scatenare una disperata guerra tra poveri.

 

La pesca artigianale a basso impatto che a Malta, e in altri luoghi del Mediterraneo, si pratica da generazioni è disincentivata da programmi di finanziamento che sostengono la riconversione mentre le flotte internazionali ottengono guadagni milionari.

 

La tematica ambientale occupa un ruolo centrale nel film e solleva la delicata questione sul futuro incerto di un mestiere antico e faticoso messo a repentaglio dai cambiamenti climatici e da metodi di pesca intensiva che devastano i fondali sconvolgendo l’ecosistema marino.

Con dialoghi rarefatti, quasi sussurrati, e una narrazione per immagini accompagnata solo dai suoni di sottofondo, la storia di Jesmark coinvolge e commuove suscitando una forte empatia per le scelte drammatiche che si trova costretto ad affrontare.

 

Per il suo stile sobrio ed equilibrato e il suo realismo profondamente umano, il lungometraggio d’esordio del giovane regista maltese-americano è stato da molti definito “dardenniano” e sembra quasi appartenere al genere documentario.

 

Uscito nel 2021, è stato proiettato in più di 12 paesi e ha già ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali, come il premio speciale della giuria al Sundance Film Festival di Toronto, all’Independent Film Festival di Boston (IFF) e all’Annapolis Film Festival, solo per citarne alcuni.

Fin dall’inizio di Luzzu, era imperativo che Malta fosse quello che è, che il cast e la troupe fossero quasi interamente locali e che avremmo usato la lingua maltese”, ha dichiarato Camilleri in un’intervista. “Certo, queste scelte avevano una componente etica, ma rappresentavano anche un’opportunità creativa molto ricca: la possibilità di raccontare una storia su un luogo e persone che non avevano praticamente avuto alcuna rappresentazione su un palcoscenico importante come il Sundance Film Festival.

Affinché Malta fosse se stessa, mi sono tenuto lontano dalle vedute da cartolina. Abbiamo girato in luoghi che erano intenzionalmente difficili da controllare, con traffico o lavori in corso, perché quel tipo di caos è vero per Malta, così come i suoi lati pittoreschi. Ero determinato a non smussare gli angoli”.

1. Si dice che i luzzi siano giunti nell’arcipelago circa 3.000 anni fa, quando i fenici provenienti dal Libano si stanziarono nella baia di Marsaxlokk, il secondo porto del paese. Negli ultimi decenni le loro vele sono state rimpiazzate dai motori ma sono ancora oggi molto apprezzati per resistenza e stabilità. Accanto a quelli da pesca molti sono ormai impiegati nel settore turistico: quelli da pesca si riconoscono per la presenza della lettera F sullo scafo, abbreviazione di fisherman. Queste tradizionali imbarcazioni sono coloratissime, sulla prua hanno due occhi come simbolo di protezione e in passato comparivano anche sulle vecchie lire in circolazione.