Syria
Yarmouk sotto assedio
2014-01-20

Il campo profughi palestinese di Yarmouk, alla periferia sud di Damasco, da luglio è isolato dai soldati dell’esercito di Assad e centinaia di persone rischiano di morire di fame. Il bilancio, aggiornato all’11 gennaio scorso, è di 42 vittime ma è destinato a salire se non sarà aperto un corridoio umanitario per il passaggio di viveri e medicinali.
Benché i palestinesi abbiano scelto di non schierarsi nella guerra in Siria, le parti in conflitto hanno cercato di colpire gli avversari con ogni mezzo. I risultati sono devastanti, soprattutto per profughi e rifugiati.
Nel dicembre 2012, i ribelli dell’Esercito Siriano Libero avevano cercato di ottenere il controllo del campo e, dopo aspri combattimenti, gli aerei dell’esercito hanno bombardato la zona uccidendo decine di persone. Prima della guerra qui vivevano circa 250mila palestinesi, di cui 150mila rifugiati. Oggi i residenti sono solo 18mila.
Molti sono nuovamente in fuga, ma in circostanze ancora più pericolose che in passato. Secondo un rapporto dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l'Occupazione dei profughi palestinesi nel vicino oriente (UNRWA), pubblicato il 17 dicembre 2013, “dei 540mila rifugiati palestinesi registrati in Siria, circa 270mila sono sfollati interni e circa 80mila sono scappati; 51mila sono andati in Libano, 11mila in Giordania e 5mila in Egitto. Un numero più piccolo ha raggiunto Gaza, la Turchia e paesi più lontani”.
Il portavoce dell’UNRWA, Chris Gunness, ha denunciato la “profonda sofferenza civile” della popolazione di Yarmouk. “I residenti, compresi neonati e bambini, per lunghi periodi sono stati costretti a mangiare solo verdure andate a male, animali e spezie da cucina sciolte nell’acqua”.
Purtroppo, denuncia l’organizzazione, questo “è solo uno dei tanti campi di rifugiati palestinesi dove le condizioni di vita sono, a vari livelli, intollerabili”.
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