Migrations - Politiques

Italy

Neo razzismo all’italiana

2020-09-28

Babelmed

I funerali di Jerry Masslo, agosto 1989 (fonte: La Repubblica)

Il 24 agosto 1989, quattro persone con il volto coperto irrompono con armi e spranghe nel capannone di via Gallinelle, a Villa Literno, dove dormono 29 immigrati impiegati irregolarmente per la stagionale raccolta dei pomodori. Vogliono i loro soldi, accumulati in oltre due mesi di duro lavoro nei campi. Alcuni cedono alle richieste, altri si rifiutano, come Jerry Masslo, un giovane sudafricano fuggito dall’apartheid e rifugiato politico di fatto, che viene ferito con tre colpi di pistola all’addome e rimane a terra senza vita.

Seguono funerali di stato e politici, giornalisti, sindacati, associazioni e cittadini si mobilitano, indignati da tanta violenza. Il 7 ottobre 1989 si tiene a Roma un’imponente manifestazione nazionale contro il razzismo e il sesto Governo Andreotti si interroga “sulla condizione dello straniero” emanando la legge Martelli (n.39/1990), il primo discusso tentativo normativo di affrontare il fenomeno migratorio. 

Un brusco risveglio per l’Italia, che comincia a confrontarsi con la radicale trasformazione socioculturale in corso: da terra d'emigrazione sta diventando una meta per chi sogna una vita migliore. 

 

Da allora le aggressioni razziste si sono moltiplicate, mentre quella ferma e coesa condanna da parte dell’opinione pubblica e delle istituzioni si è sfaldata sotto i colpi di una propaganda populista ed estremista che al discorso sull’immigrazione sovrappone concetti come violenza, povertà, terrorismo, insicurezza, degrado.

 

Il progressivo sdoganamento di un’ideologia sempre più repressiva, discriminatoria e securitaria da parte di alcuni partiti politici ha, inoltre, alimentato pericolose forme di xenofobia simbolica e istituzionale che fino a qualche decennio fa sarebbero state inaccettabili in un paese democratico e storicamente multiculturale come questo, figlio del millenario incontro tra popoli e civiltà.