Littérature - Arts visuels
Italy
In mostra volti gemelli tra Italia e Algeria
2013-11-16
É intitolata “Gente di quartiere. Volti gemelli tra Barriera di Milano e l'Algeria”. È una mostra di ritratti accompagnata da testi in prosa. Inaugurata mercoledì 30 ottobre ai Bagni di via Agliè, a Torino e rimarrà aperta fino al 27 novembre. La mostra foto-poetica a cura del fotografo Marco Saroldi e della scrittrice Donata Testa cerca di fare un parallelo tra due luoghi, due popolazioni. Una a Sud e l'altra a Nord del Mar Mediterraneo. Un quartiere popolare di una città metropolitana e un piccolo paese di montagna. Per mostrare che in fondo, in fondo, nonostante le differenze, la vita umana è fatta della stessa pasta.
Marco Saroldi è fotografo professionista torinese, specializzato in fotografia di territorio, di restauro e riproduzione di opere d’arte. Ha esposto in numerose gallerie e vive nel quartiere popolare Barriera di Milano. Donata Testa è insegnante, scrittrice e ha alle spalle diverse pubblicazioni, l’ultima sua fatica è intitolata “Sventola l’aquilone”, pubblicata presso le edizioni SUI di Prato. Insegna in una scuola di Barriera di Milano. Tutti e due sono affascinati dal loro quartiere vivo e cosmopolita, anche se considerato dalla città come “problematico”. Entrambi lavorano a valorizzare i lati belli e cercare di animare la vita culturale della loro zona di residenza/lavoro.

Il progetto di “gemellaggio” fotografico nasce dalla partecipazione del fotografo torinese alla decima edizione del Festival Internazionale “Racont-art”, che si tiene ogni anno in Algeria, spostandosi da un comune all'altro della regione della Cabilia. Portando nel comune di Ath-Yanni, dove è stato accolto calorosamente, i ritratti e i testi sulla gente di Barriera di Milano, Marco Saroldi ebbe l'idea di rifare lo stesso lavoro presso la comunità che lo ha accolto. Uno scambio tra Barriera di Milano e la comunità cabila, che si manifesta in un continuo rimando di somiglianze e doppioni tra due realtà apparentemente lontane. Il panettiere di qua e il panettiere di là. La parrucchiera di qua, il parrucchiere di là. Il sarto qua e la sarta là. Mettendo una accanto all'altra le realtà vicine e lontane si superano le distanze di forma e si entra nell'assomiglianza dell'essenza della vita umana.
I testi di Donata Testa invece si ispirano alla sola immagine. Lei guarda attentamente, studia ogni dettaglio. Medita. E poi parte con un testo in prosa che interpreta più i sentimenti che ogni foto suscita che la realtà che ci sta dietro.
«Un bar di periferia
con le foto e le coppe,
clienti alla mattina
un manipolo a pranzo
pochi al pomeriggio.
Impiegati, muratori, bottegai
sempre gli stessi.
Un posto qualunque di una città.
Ma questo bar è diventato
un’opera d’arte,
un’opera da prendere,
una storia da raccontare.
Un caffè 90 centesimi
e l’arte è gratis
pronta da gustare.»
Il progetto di Marco e Donata, sostenuto dal Centro Culturale I Bagni pubblici di Via Aglié, è solo un inizio. Nei prossimi anni si pensa di ripetere l'esperienza con vari luoghi d'origine di immigrati residenti in Barriera di Milano: Romania, Marocco, Senegal. Come una narrazione in progressione continua di un quartiere dal cuore generoso che racchiude in sé tutti i colori dell'umanità.
Karim Metref
16/11/2013
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