Arts visuels

Italy

Torino, artisti a Porta Palazzo con linguaggi e poetiche diverse

2012-11-09

 

Con l’inaugurazione giovedì di Artissima, Fiera internazionale di arte contemporanea (presenti, 172 gallerie da tutto il mondo), Torino vive un’intensa stagione artistica. Tra i molti eventi si è inaugurata venerdì 9 novembre la mostra conclusiva di viadellafucina a.i.r. organizzato da Kaninchen-Haus. E’ un programma di residenza sperimentale, basato su un format unico al mondo, durato oltre un anno. Gli artisti selezionati dal comitato scientifico della I edizione hanno lavorato a stretta vicinanza con la comunità, variegata e multiculturale, del quartiere di Porta Palazzo a Torino, interrogandosi sul loro ruolo all'interno del territorio per restituire i primi risultati di progetti nati dalla convinzione che l'arte non sia mera esperienza estetica ma abbia il reale potere di produrre cambiamenti nella società.
//Porta Palazzo a Torino
Per Kaninchen-Haus la mostra è anche occasione per inaugurare un nuovo spazio indipendente in città, il K-HOLE - in via S. Agostino 17 - che fino al 1° gennaio 2013 ospiterà una fitta programmazione di eventi dal 9 novembre al 31 dicembre 2012 a cura di Brice Coniglio (ideatore e direttore artistico) e Nicoletta Daldanise (resident-curator): le mostre di Maurizio Cilli + Mary Zygouri : G.B.C. Gift Beyond Charity ; Alessandro Gioiello + Liliya Lifanova: Wishbone ballads; Irene Pittatore + Annelies Vaneycken: The Regenerato

 


Le tre coppie di artisti selezionate dal comitato scientifico di questa prima edizione presentano, con linguaggi e poetiche differenti e con interventi site-specific nei tre piani di K-HOLE, gli esiti dei progetti che li hanno visti misurarsi attivamente con la realtà del quartiere, attraverso pratiche collaborative e partecipative.

Maurizio Cilli (Torino, 1963) - Mary Zygouri (Grecia, 1973) G.B.C. - gift beyond charity, con la partecipazione di Gianluigi Ricuperati. Installazioni, fotografia, performance. Il progetto prende spunto da un passo de La giornata di uno scrutatore di Italo Calvino, ambientato all'interno della Casa della Divina Provvidenza di San Giuseppe Benedetto Cottolengo. Gli artisti hanno lavorato per due mesi come volontari all'interno dell'Istituto per riflettere sul valore del dono e della reciprocità in tempi di crisi. Il ruolo sociale svolto dall'ospedale all'interno del contesto urbano in cui è inserito, Borgo Dora e Porta Palazzo, ma anche l'architettura segreta di città-nella-città, diventa occasione per un ripensamento in chiave laica del concetto di solidarietà in relazione alla situazione socio economica che attualmente coinvolge i paesi di provenienza degli artisti (Grecia e Italia), sottolineandone l'importanza per un a corretta interpretazione del significato stesso di democrazia.

Irene Pittatore (Torino, 1979) - Annelies Vaneycken (Belgio, 1976) the Regenerators.Video, fotografia. Motore delle azioni concepite da Pittatore e Vaneycken è la volontà di interrogarsi sul proprio ruolo, sulle responsabilità ad esso legate in relazione alla comunità, ma anche alle istituzioni che hanno promosso interventi di riqualificazione urbana nell'area di Porta Palazzo. Usando con ironia la definizione di 'rigeneratrici', si assumono il compito d’intraprendere un percorso di conoscenza critica, dialogo e restituzione dei diversi punti di vista coinvolti nella ricerca. In mostra il video e le fotografie che documentano l’’azione realizzata il 24 ottobre in piazza della Repubblica. Le artiste hanno allestito all’’aperto nel pieno centro del mercato, un tavolo di discussione che ha coinvolto studiosi e cittadini su arte e strategie di riqualificazione che investono il quartiere, restituendo alla piazza, centro delle attività commerciali, anche il ruolo di sede del dibattito culturale, come nell’’antica agorà.

Alessandro Gioiello (Torino, 1982) - Liliya Lifanova (Kyrgyzstan/USA, 1983), Wishbone Ballads, Video, installazioni, pittura. Ispirato a Il canto della giustizia di Rainer Maria Rilke, il progetto prevede la realizzazione di un cortometraggio realizzato coinvolgendo attori non professionisti, reclutati tra gli abitanti del quartiere. Gli artisti intraprendono un percorso onirico dove immaginari lontani vengono proiettati sulla realtà del quartiere. Un viaggio poetico che attraversa le esperienze personali dei due artisti, ripercorre luoghi e sensazioni intime per restituire alla città un diverso punto di vista sull'inatteso di uno spazio urbano circoscritto e a tutti noto.

 



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