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Politiques - Cinéma - Arts visuels

Italy

“AZADI, libertà”

2014-01-21

Federica Araco - Laura Santopietro - Paolo Fumanti

//La sala di lettura del centro culturale curdo “Ararat”che accoglie molti dei richiedenti asilo e rifugiati politici in transito da Roma. Il suo nome ricorda quello del monte divenuto un simbolo per curdi e armeni e la prima nave arrivata in Italia con a bordo 835 profughi turchi e iracheni nel 1997.

 

//L'edificio abbandonato dell'ambulatorio veterinario nell'ex Mattatoio di Testaccio, sede di Ararat dal 1999. Dopo i primi anni di occupazione, il centro ha cominciato a pagare al Comune di Roma un regolare affitto ma non riceve dalle istituzioni alcun sostegno economico.

 

//Il centro ha una capienza di 40 posti e accoglie solo uomini. Molti richiedenti asilo arrivati nel 2013 sono turchi tra i 19 e i 25 anni. Alcuni partono per evitare il servizio militare che li costringerebbe a prender parte a operazioni nella regione curda. La Turchia è l’unico paese del Consiglio d’Europa che non riconosce il diritto all’obiezione di coscienza e punisce con il carcere (fino a quattro anni) chi si sottrae alla leva obbligatoria.

 

//Dalla primavera all’autunno, quando il flusso migratorio aumenta per le migliori condizioni di viaggio, il centro è sovraffollato e i nuovi arrivati dormono in alloggi di fortuna.

 

 

//La maggior parte dei curdi sono musulmani sunniti. In Turchia molti aderiscono all’alevismo, una setta dell’Islam sciita duodecimano che integra elementi di zoroastrismo con tradizioni popolari anatoliche. I loro riti si svolgono in case assembleari piuttosto che nelle moschee e la cerimonia, principalmente in curdo, include anche musiche e danze.

 

//Festeggiamenti ad Ararat per un fidanzamento.

 


 

“Azadi. Libertà”, un progetto fotografico di Federica Araco, Paolo Fumanti, Laura Santopietro.

Info e contatti:

Federica Araco: [email protected]

http://www.nuovocinemapalazzo.it/

 

 

 

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