Jeunesses - Arts visuels
Inchiesta n°4: Creazioni meticcie
2010-10-13
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Creazioni meticcie L’obiettivo di questa inchiesta è approfondire gli spazi e le creazioni dei migranti e dei giovani nei contesti urbani, tracciando un primo quadro, composito e ibrido, delle realtà artistiche in alcune città europee e mediterranee. |
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L’Orchestra di Piazza Vittorio Sedici musicisti da undici paesi e tre continenti si incontrano nello storico quartiere Esquilino a Roma, “dove gli italiani sono minoranza etnica”. L’avventura musicale della prima orchestra multietnica d’Europa... |
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I nuovi ‘Fratelli d’Italia’ Alin, Masha e Nader vivono nella periferia di Roma. Hanno diverse storie, aspirazioni, paure. E la comune difficoltà di essere adolescenti di origine straniera in un paese che rifiuta la propria identità multietnica. Claudio Giovannesi ce ne parla nel suo nuovo documentario |
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Spagna: la vittoria della cultura di strada Per i vicoli dell’Almanjàr, tra i quartieri più malfamati di Granada, due giovani registi girano la versione gitana del telefilm Starsky & Hutch. Intanto, per i barrios i Bacellona, la band Microguagua coinvolge pubblico e passanti con i suoi vivaci ritmi reggae… |
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Il “mestizaje” spagnolo In Spagna l’integrazione passa attraverso la musica. Con il “meticciato” cadono le barriere. |
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Teatri di confine Una ricerca teatrale internazionale con spettacoli, residenze di giovani artisti e laboratori tra Italia, Giordania, Palestina e Spagna. Il nuovo progetto della compagnia leccese Astràgali Teatro. |
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Un congolese a Istanbul Enzo Ikah è un cantante che vive a Istanbul dal 2007, dopo aver abbandonato il Congo per motivi politici. La sua musica è una raggae-dub africana fondata sull'amore e la pace. Dice: “Dovremmo essere capaci di dire ‘no’ all’odio e ‘sì’ all’amore! Io lo faccio attraverso le mie canzoni”. |
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La flottiglia dell’arte a Gaza Gli artisti gazawi si battono per superare il blocco grazie all’arte. Come ha fatto il primo Festival Internazionale di video arte del giugno scorso… |
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Casablanca, la rinascita artistica del ”Mattatoio” Strappato alla speculazione edilizia, nei suoi 5 ettari trovano spazio artisti di varie discipline: arti figurative, visive e suono, street art e performance di arti applicate , concerti di musica, danze e coreografie, proiezioni di film e documentari, laboratori per bambini. |
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FareeQ el Atrash: hip-hop libanese Un omaggio al grande cantante Farid el Atrash nel nome dei FareeQ el Atrash. Il gruppo rap che da tre anni propone testi pungenti e realisti in arabo. |
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Il Boultek, luogo di speranza Con il Boultek, uno spazio dedicato alle culture alternative, l’associazione EAC-L'Boulvart, forte dei suoi undici anni di esperienza, intensifica i lavori e si lancia in nuove sfide... |
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Graffiti in Libano: una cultura in evoluzione A Beirut, i muri della città mostrano ancora i segni della guerra. Sono abbandonati e ricoperti di poster di propaganda, imbrattati di tags, firme e graffiti. Un’indagine su questa cultura di strada in evoluzione... |
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Raï all’egiziana A differenza dei numerosi giovani gruppi indipendenti che si ispirano a generi musicali occidentali, come il jazz, il rock e il rap, i Sahra hanno scelto un genere molto particolare… |
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Figure dell’assenza Sophie Bachelier racconta il profondo senso di perdita e di vuoto provocato da un viaggio, spesso senza ritorno. Con la fotografia, ritrae la vita di mogli e madri dei migranti senegalesi, e ne ha anche filmato la storia... |
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“Murmures”, fotografie contro la guerra Essere tutt’uno con il proprio strumento. E aprire il fuoco. Si può usare la fotografia come un’arma per difendere o riabilitare la Memoria... |
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Tables en Fête
La période des fêtes c’est l’occasion de vous inviter à table. Mais à une table des grands jours, aux saveurs orientales, marocaines, tunisiennes, algériennes, libanaises, musulmanes, chrétiennes ou juives, mijotées par de vrais chefs. A déguster sans modération. (Article paru le Courrier de l’Atlas)
2010-12-23
La jeunesse tunisienne contre le pouvoir absolu de Ben Ali
C’est sur un fond de corruption et de disparité entre les régions qu’éclatent les événements de Sidi Bouzid dont les Tunisiens entendent parler grâce à Al Jazeera qui, elle-même, doit compter sur les murs de Facebook pour trouver matière à information. C’est la première fois que l’information est faite par la jeunesse assoiffée de liberté, de changement.
2011-01-07














