Cinque piccole lezioni di cinema in solitario | Giulio Questi, Laureen Bacall, Gardel
Cinque piccole lezioni di cinema in solitario Imprimer
babelmed   
 
Cinque piccole lezioni di cinema in solitario | Giulio Questi, Laureen Bacall, Gardel
Doctor Schizo e Mister Phrenic, par Giulio Questi
Doctor Schizo e Mister Phrenic
In genere le convivenze sono difficili. Ma ancora più difficile è la convivenza col proprio doppio se una persona vive sola. In questo caso la schizofrenia è in agguato in ogni angolo della casa. Figuriamoci poi se il protagonista ama leggere i poeti; non solo, addirittura ne recita i versi e li recita male. Un cane! Il suo doppio si aggira esasperato per l'appartamento cercando una soluzione: una pallottola, un’overdose di farmaci, una baionetta. Sceglie quest'ultima e massacra il convivente durante l'ispirata lettura di una poesia di Walt Whitman. Una liberazione, dopo settant’otto anni di vita in comune! Non gli resta altro che telefonare al Commissariato di quartiere e attendere il suono della sirena della polizia. Un suono come quello dei telefilm, che gli piace tanto.

Lettera da Salamanca
Nel pieno della notte, mentre il protagonista è intento a sfogliare un libro di fotografie nella tranquillità della sua casa, qualcuno suona alla porta. Lo sconosciuto è un uomo senza volto, ma col cappello. Stando al suo biglietto da visita si tratta del Cavalier Nada de Nada y Nada, professore aggiunto della Facoltà di Teologia dell'Università di Salamanca, che si dichiara latore di una lettera da parte del Consiglio della sua Facoltà.
Per un istante il padrone di casa si illude che sia l'offerta di una laurea "honoris causa". Si tratta invece di ben altro. In una busta sigillata c'è la data della sua morte. Dopo un primo attimo di sbigottimento, egli si accorge con sollievo che la data è già trascorsa da alcuni giorni. Lo fa notare al Cavalier Nada de Nada. Ma costui sostiene che la data è retroattiva. E per convincerlo lo consiglia di andare a vedere nella sua camera da letto. Dove il padrone di casa trova sul letto se stesso, avvolto in un lenzuolo funebre. Sconvolto percorre invano tutta la casa chiamando a gran voce il Cavaliere in spagnolo e in italiano (il Signor Nulla), per smentirlo in qualche modo. Poiché il Cavaliere sembra svanito, egli si aggrappa al telefono per parlare direttamente con l'Università di Salamanca. La cornetta gli viene strappata da una mano guantata di nero. E' il Cavaliere, riapparso sotto un aspetto terrificante. Il padrone di casa non trova altro scampo che rifugiarsi in camera sua, riprendendo posto sul suo letto di morte, sotto il lenzuolo. Accanto a lui resta di guardia il Cavaliere.
Cinque piccole lezioni di cinema in solitario | Giulio Questi, Laureen Bacall, Gardel
Tatatatango, par G. Questi

Tatatatango

Un anonimo appartamento. Due uomini e una donna. Un classico triangolo per un dramma della gelosia. Al suono-tormentone di un tango di Gardel. Uscendo improvvisamente da un armadio dove stava nascosto, lui scopre lei con l'altro, sempre più inoltrati in un rapporto che non lascia dubbi. Al di là di ogni decenza, intollerabile e accecante. Furiosi colpi di pistola, sangue sulle pareti, corpi abbattuti. Ma il tango di Gardel non è finito. Resta ancora un colpo. Che lui si spara alla testa per completare il dramma.
Giunge sul posto un commissario di polizia col suo assistente. Al primo sommario esame rimane sbalordito. Scopre tre morti ma un solo corpo. O tre corpi e un solo morto? Non sa come decidere. Mai visto niente di simile. Non se la sente di chiamare la Scientifica. Non servirebbe a niente. Una sola identità fisica per tre cadaveri. Niente di meno scientifico. Forse uno psicanalista. Tre ma uno solo. Non è piuttosto un caso di teologia? Gli sembra l'ipotesi più probabile. Decide di lasciare tutto come sta e di chiamare subito l'Arcivescovado. Soltanto i preti se ne intendono di queste cose.

Mysterium Noctis

La luce elettrica è saltata e non ritorna. Un blackout senza fine. Non solo la propria casa: il mondo intero è al buio. Alla luce delle candele il protagonista tiene un diario. Anche se il conto dei giorni non ha più senso. Fuori delle finestre regna il buio e il silenzio. Da averne paura. Meglio sbarrare finestre e porta d'ingresso. Meglio aggrapparsi a quella sola realtà concreta che è il pennino della stilografica, che semina parole d'inchiostro sulla carta. Nel silenzio nascono ossessioni. Un rumore di mandibole di un insetto generato dalle tenebre: il tenebrione, Tenebrio Molitor, che si nutre di cereali. Il solitario padrone di casa butta all'aria la dispensa per trovarlo e farlo tacere. Lo scopre rintanato in un libretto. Lo schiaccia con un colpo, lordandosi la mano. Ma altri rumori lo perseguitano: lo scroscio dello sciacquone e uno scorrere d'acqua. Qualcuno che usa il suo water e il suo bidet. Deve stare in guardia. Nell'incubo di quella notte eterna anche il suo organismo si modifica: non trattiene più il cibo. Qualsiasi cosa mangi, gli riesce integro dal fondo della gola.
Ritorna il rumore d'acqua nel bagno. Aveva ragione. Qualcuno c'è. Forse una donna. Svanita nel buio. Un buio squarciato all'improvviso dalla luce violenta di frenetiche immagini: guerra, incendi, folla, leader politici, profughi. Rigurgiti nello spazio di satelliti televisivi. Spasmi d'agonia del mondo o conati di risveglio? Chi scrive il diario non sa cosa sperare.
Finito il vomito del satellite, torna il buio e il silenzio. E anche la donna torna, subito svanita. Il protagonista annota: "La prossima volta la voglio seguire. Sto ricuperando le forze. Il mio organismo ha superato la crisi di rigetto del cibo. Ho mangiato con appetito una scatola di fagioli e mi sono ubriacato". E infatti, ubriaco, segue la donna che ha fatto la sua ricomparsa. Giungendo a una scoperta clamorosa: la donna è Laureen Bacall, l'attrice degli anni '50, icona cinematografica, compagna di Humphrey Bogart. Un mistero risolto: era lei che usava il suo bidet.
Intanto altri avvenimenti incalzano. Di fuori sta accadendo qualcosa. Il protagonista sente nell'ordine: il galoppo di un cavallo, il passaggio di un jet, il barrito di un elefante, un rumore di traffico. Frammenti residuali o nuove proposte? Un forte shock! Vede trapelare la luce da una finestra. Subito la richiude. Troppo emozionato! Il campanello! Qualcuno suona il campanello di casa! Allora l'elettricità è tornata? Meglio non rispondere. Ma il campanello insiste, forte e invadente. E' costretto ad alzarsi e a trascinarsi in pantofole alla porta di casa. Ancora con la candela in mano, toglie i chiavistelli. Apre. Nella luce del giorno viene assalito da un fiume di parole. E' un promotore di elettrodomestici con offerte mirabolanti. La lunga notte è finita. La normalità è tornata. Quale normalità? Dov'è il confine?
Cinque piccole lezioni di cinema in solitario | Giulio Questi, Laureen Bacall, Gardel
Repressione in città, par G. Questi
Repressione in città
Due agenti della squadra speciale Gay-Lussac al servizio della Società del Gas, penetrano nell'appartamento di un pacifico utente mentre sta facendo il bagno. Lo accusano di aver sottratto molecole alla Società mediante un magnete applicato sui tubi dell'impianto di casa, allo scopo di arricchire la propria anima. Adducono come prova di colpevolezza il suo amore per la poesia, con il sospetto aggravante che lui stesso scriva poesie. Per indurlo a confessare lo sottopongono a torture spietate senza mai valicare tuttavia il corretto linguaggio burocratico delle istituzioni sociali di cui la Società del Gas offre un'evidente metafora. La sua anima gli viene requisita e portata via per essere sottoposta alle analisi di legge. All'utente non resta che la verità imposta dalla Società, fritta e rifritta sul fornello del gas.