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Mediterraneo / Beirut 39. La giovane generazione di autori arabi nel paese dei cedri
 
Isabelle Mayault
Forte del successo del Festival Bogotà 39, che tre anni fa aveva riunito nella capitale colombiana trentanove autori con meno di trentanove anni venuti dai quattro angoli dell’America del sud, l’Hay Festival, specialista in manifestazioni letterarie, dal 15 al 18 aprile ha riproposto l’iniziativa a Beirut. Quest’anno, oltre cinquanta incontri letterari si sono tenuti in caffè, biblioteche, università e teatri della città su un tema centrale: quali sono le nuove voci della letteratura araba moderna?

In occasione di Beirut “capitale mondiale del libro 2009”, l’associazione inglese Hay è riuscita a portare l’iniziativa nel mondo letterario arabo dove il dinamismo non si è fatto attendere: su trentanove autori selezionati, hanno inviato il loro manoscritto 450 candidati di ventiquattro paesi diversi. I finalisti, la cui selezione è stata annunciata a settembre 2009, hanno in comune di avere meno di quarant’anni, di essere di origine araba e di aver già pubblicato altre opere.

Se i criteri oggettivi sono semplici, le aspettative della giuria sono, invece, piuttosto ambiziose. Il critico letterario e poeta libanese Abdo Wazen, il critico egiziano Jaber Asfour, la scrittrice libanese Alawiya Sobh e il poeta Sayf al-Rahbi, che ne fanno parte, hanno dichiarato di essere alla ricerca del “mix perfetto tra tradizione e modernità”, oltre che di “un uso esemplare della lingua, tecnico e visionario”.

In tutto, quattordici paesi del mondo arabo sono stati rappresentati nella selezione finale. L’Egitto, il Libano, la Palestina e il Marocco sono arrivati in testa alla classifica con cinque proposte ciascuno. Tra gli autori pubblicati in francese, citiamo Faiza Guène, giovane francese d’origine algerina il cui primo romanzo, Kiffe kiffe demain, aveva avuto un grande successo quando uscì, nel 2005. Figurano anche i libanesi Rabee Jaber con Berytus, une ville sous terre (Flammarion, 2009) e Hyam Yared, autore di Sous la tonnelle (Sabine Wespieser, 2009), i cui romanzi, l’uno metaforico, l'altro biografico, trattano della guerra civile libanese.

I quattro giorni di incontri letterari hanno preso la forma del dibattito attorno a temi e questioni essenziali, “c’è una nuova generazione di scrittori arabi?”, “vivere e scrivere al di fuori del mondo arabo”, “l'importanza delle tradizioni orali nella letteratura araba” e, infine, “il linguaggio letterario degli uomini e delle donne”. Tutti i dibattiti, durante i quali erano invitati a esprimersi alcuni autori, s’inseriscono in una riflessione più vasta sull’attuale situazione della letteratura araba contemporanea.

Tra il 2010 e il 2012, inoltre, i trentanove autori saranno invitati presso residenze d’artisti nei diversi paesi del mondo arabo. Questa continuità consentirà di garantire un seguito a un’iniziativa così riuscita, come accadde a Bogotà dove, dopo il festival, gli autori avevano visto nascere una nuova comunità letteraria, grazie a un blog collettivo molto dinamico.

Ci auguriamo che Beirut seguirà l’esempio e che nascerà una nuova Nahda!

Per maggiori informazioni sugli autori, i loro percorsi e le opere, le interviste sono disponibili sul blog di Beirut 39 :
http://beirut39.blogspot.com/


Isabelle Mayault
Traduzione dal francese di Federica Araco
(26/04/2010)

Quest’anno oltre cinquanta incontri letterari si sono tenuti in caffè, biblioteche, università e teatri di Beirut, su un tema centrale: chi sono le nuove voci della letteratura araba moderna?
Foto
 
«Cucina greca» © babelmed
«Ceppo» © babelmed
«Il Cavo» © babelmed
 
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